Ognuno ha un mese preferito, il mio è marzo.
Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello. E’ appena arrivato e già fa scherzi: tre giorni di neve. In Sicilia ci sono 17 gradi. Che mese matto. Nel 2013 il 17 marzo nevicò tantissimo. Adoro questo mese. Si risveglia la primavera, le prime giornate di caldo, si saluta l’inverno, la neve, la pioggia. Tutto il contrario di tutto. Un po’ come sono io. Sarà che in questi 31 giorni sono concentrati tantissimi momenti importanti della vita, o semplicemente ho l’influenza del mese in cui sono nata.
Marzo è il mese della donna per eccellenza. E’ in questo periodo che si festeggia la festa della donna, ed io faccio parte del club. Certo la donna bisogna onorarla tutti i giorni dell’anno, ma ricevere un regalo a me piace, una scusa per mangiare un dolcetto in più. Non amo le uscite tra femmine, ma quand’ero giovane era una momento in più da passare fuori con gli amici.
Uno dei giorni più importante e sino qualche anno fa avrei detto il più importante è l’11 marzo: il mio
compleanno. Sino a prima di avere i bimbi la mia festa durava una settimana, ogni giorno festeggiavo con qualcuno: amici, genitori, fidanzato, compagni di scuola, amici impegnati nel fine settimana, mia migliore amica, amici degli amici e anche i non amici. Il motto era festa di compleanno Scilla.Dal 2012 il 15 marzo riveste un ruolo rilevante: era un giovedì, quando feci il test di gravidanza. Il pomeriggio ero uscita con mamma, quando lei andò al camion della frutta per fare acquisti, lì c’erano delle gustosissime fragole in vendita, erano rossissime ed emanavano un profumo dolce e succoso. Al sol pensiero ho ancora l’acquolina in bocca. Solo 5 euro alla cassa, e mamma me ne comprò due. Non feci in tempo ad arrivare a casa che mezza cassetta era già nella mia pancia. Salì in casa e dopo aver messo al sicuro la frutta, presi coraggio e feci il test Avevo qualche giorno di ritardo, ma ormai capitava spesso e tutte le volte le volte pensavo di non essere all’alt
ezza, di avere qualcosa che non andava, Avevo anche preso appuntamento al centro di sterilità. Ma ragazze quel giorno i sogni si avverarono: due lineette. Test Positivo. Non potete immaginare la gioia erano mesi che volevo provare quella sensazione ma il destino non era mai stato dalla mia parte. Quella volta si. Erano le 17. Chiamai subito mio marito, che stava tornando a casa. Non capii molto per telefono, l’avevo rintronato un po’ e soprattutto non credeva di diventare padre. Io ero così emozionata che in 10 minuti avevo avvertito tutta la penisola italiana e forse qualche amico in giro per l’Europa.Il 21 marzo ho visto per la prima volta il mio Leonardo. Certo in quel periodo era solo pesciolino. Un ecografia bellissima. Non ho capito molto: sacco vitellino, embrione. Ma fu spettacolare. Da quel giorno
ho messo da parte me per un’altra creatura.Il 21 marzo è stata anche la data di scadenza della piccola Asia, ma poi è nata più tardi. I miei figli sono dei vips: si fanno sempre attendere.
Che dire era il 27 marzo quando ho conseguito la laurea in Promozione e Gestione del Turismo. Avevo 10 anni di meno e un completo marrone. Delle scarpe altissime color bronzo, scomodissime, comprate un numero in meno, ma ancora le ricordo bene. Era il tacco dorato, e lavorato che aveva catturato il mio interesse, me ne innamorai e le volli a tutti i costi. Discussi la mia tesi sui “Sistemi Turistici Locali”. Come tutti inseguivo i miei sogni e avevo tantissimi cassetti aperti. Oggi sono chiusi e la laurea la spolvero, appesa alla parete del corridoio. Un peccato, forse. Un ricordo positivo per tutte gli amici incontrati in quel periodo da spensierata ventenne.
Il 28 marzo è stata la prima volta che ho sentito il battito di Leonardo. Un cavallo in corsa. Quel suono anche se con accenti e ritmi diversi non mi abbandonerà mai più. Ero in ospedale per un controllo, il dottore voleva essere sicuro che era un bimbo e non due, e lì hanno un ecografo migliore rispetto a quello del suo studio. Ricordo ancora era una mattina, erano le ore 8. Lì c’era lui e una collega. Che magnifica canzone quando accesero il volume. Non ero pronta a tanto stupore, -Questo è il suo bambino, sta benissimo, si sente già il cuoricino.- Un pesciolino lungo solo qualche millimetro che riusciva a tramettere tanta energia.
Ed ecco che siamo quasi alla conclusione, o all’inizio, dipende da pento si guardano gli eventi: 30 marzo. Un altro giorno indimenticabile. Mi ricoverarono alle ore 9. Era una tipica mattina di primavera. Prima accompagnai il piccolo Leonardo alla scuola materna. E’ stato il primo giorno in cui mi sono staccata da lui, la prima notte che non dormivamo accanto, che non potevo sentire il suo respiro. Tanta paura e tante incertezze. Così alle ore 11 il ginecologo inizio l’induzione al parto. La piccola Asia doveva nascere. Un “palloncino” per aiutare la dilatazione. Alle 12 le prime contrazioni e alle 15 ero in sala parto con 6 cm di dilatazione. Ringrazio ancora oggi l’epidurale e l’ostetrica Anna e il cd di JAx che mi ha
rilassato e tenuto compagnia tra un dolore e l’altro. Alle 20.38 di quel lunedì nacque la piccola Asia Ginevra. La fine di una gravidanza, l’inizio di una nuova vita indipendente dopo nove mesi da me. Un altro gioiello da difendere. L’inizio di una mamma bis, di una vita a quattro. Un parto che auguro a tutte. Doloroso ma bello.Non poteva mancare l’ultimo giorno. Leonardo si battezzò proprio il 31 marzo. In una chiesa della nostra città in cui non credo di essere mai entrata prima di allora. Era Pasqua quel giorno e per l’occasione arrivarono parenti da tutt’Italia. Una festa grande, una di quelle in famiglia. Lui aveva appena 4 mesi, senza capelli, ma vestito come un piccolo uomo. Sembrava uno dei BluesBrothers. Il pranzo in un ristorante tipico novarese, che purtroppo ora ha chiuso, la cena in una sala ricevimenti per festeggiare il piccolo principe. Eravamo vestiti tutti primaverili, leggeri, aveva fatto caldo ino al giorno prima, ma proprio per l’occasione le temperature si abbassarono notevolmente. E il giorno dopo eravao tutti un gran raffreddore. Il nostro pesce d’aprile.
Non solo pensieri positivi, ricordi colorati. La vita può essere grigia ogni tanto. E questo mese lo è stato con me. Beffardo. Era il 7 marzo quando portò via il nonno. Solo pochi anni fa. Ero legata a lui. Lo sono tutt’ora, anche se al cimitero non sono mai andata e non so se lo farò mai. Ora anche la nonna non è in forma vorrei che questi giorni trascorressero veloci.
Poi mi fermo guardo i miei bimbi e vedo che i momenti positivi sono per la maggior parte qui, a marzo. C’è chi dice marzo pazzerello, o marzo non ha un dì come l’altro. Tutto vero. 31 giorni pieni di me. 31 emozioni diverse. Forse anch’io sono un po’ come Marzo.




