Caro ciuccio ,
Ti ringrazio per essermi stato sempre accanto nella buona e nella cattiva sorte.
volevo farti sapere quanto io ti abbia desiderato e amato durante questi tre anni. Ti ringrazio per essermi stato sempre accanto nella buona e nella cattiva sorte.
Appena è nata la mia bambina vi ho fatto subito conoscere. Mi sono innamorata di te quando per la prima volta sono entrata in quel mega store per infanzia: tu eri lì unico tra tanti. Non so cosa mi abbia colpito di te, forse la marca, o il fatto che eri anti soffoco, o che preservavi l’arcata dentale. O forse sono stati i tuoi colori?
Tu e la mia Nelly appena vi siete conosciuti non andavate molto d’accordo, ma io ho fatto di tutto perché tra voi scattasse la scintilla, e alla fine ho vinto io! Ti devo ringraziare per avermi salvato da nottate insonni, o da dolori di denti o momenti di nervosismo. Solo tu riuscivi a calmarla. A volte sei stato anche più presente di me, e l’hai capita meglio di come avrei potuto fare io . Ma adesso basta.
Ma adesso basta. Ora mi sono resa conto che il vostro amore non può durare.
Ora mi sono resa conto che il vostro amore non può durare. Lei deve crescere e tu non glielo permetti. Lei stai sempre in bocca e non riesce a parlare bene, e così è difficile capirla. Alla scuola materna i compagni le dicono che è piccola e lei soffre per questo. O la lasci tu o ci dovrò pensare io.
Farò in modo che ti perda e per sempre, magari facendole il solletico quando tu sei nella sua bocca e lei è vicino al gabinetto così tu cadrai dentro e tutto sporco non ti prenderemo mai più.
O forse le potrei raccontare quella storia in cui c’eri tu e un bambino che viveva nell’antica Persia. Là in Oriente. E un giorno il bimbo incontrò un cammello che aveva perso il suo orsacchiotto preferito ed era molto triste. Così il bambino, siccome era molto gentile, gli prestò il suo ciuccio così il cammello si consolò un poco e ritornò a sorridere e correre per il deserto. Ma dopo il ciuccio puzzava terribilmente, i cammelli hanno l’alito pesante che sa un po’ di cacca, e il bimbo non lo volle più indietro. E senza piangere lo mise dentro un cassetto in ricordo del su amico Bello cammello. Da quella sera il cammello, quando si sente un po’ triste, va a casa dei bambini gentili e assaggia il loro ciuccio. Per questo a volte i ciucci puzzano e non si possono più usare, (Io ti metterò a bollire con dell’aceto e dell’aglio e un po’ di pepe nero, così sono sicura che lei non ti vorrà più).
O, perché no, potremmo andare a Mottalciata dove c’è un posto AmoreNatura in cui c’è l’albero dei ciucci e appenderti lì.
E se proprio non riuscirò a separarvi con questi metodi gentili, sarò costretta a tagliuzzarti un pochino ogni giorno, fino a quando la tua punta da ciucciare non ci sarà più. Ma mi dispiacerà farti del male, già lo so. Ma se non ho altri rimedi sono disposta a soffrire anch’io un po’.
Lo so a cosa andrò in contro. Ci saranno momenti di estrema follia, di pianti disperati. Notti in cui sarà difficile farla dormire senza la pace che solo tu riesci a trasmetterle. Ma è giunto il momento che io speriamo che me la cavi. In fondo sono sua Madre. Ce la farò!
Grazie per tutto, sii felice con altri bambini.
Grazie per tutto, sii felice con altri bambini.
Questa è la lettera che avrei scritto al mio Sig. Ciuccio se Asia avesse preso il ciuccio, e Leonardo non lo avesse abbandonato da solo, un pomeriggio da duenne in cui mi ha detto che il succhiotto gli faceva schifo e non lo voleva più.
Credo che questo sia un passo molto importante nella vita dei nostri cuccioli. Diamogli tempo e soprattutto fiducia. Se noi ci spazientiamo subito non li aiutiamo. E’ solo questione di qualche giorno poi si abituano a vivere sempre. Ve lo posso assicurare. Io ero una dipendente da ciuccio.



Tenerissimo post!
Grazie!