Se non ci fosse stato il matrimonio della mia Amica Marta non avrei mai pensato di trascorrere 12+12 ore con i miei bambini a Roma. Non finirò mai di ringraziarla per avermi fatto fare un viaggio da sola con i miei birbanti.
Così è arrivato il fine settimana tanto atteso, mio marito non ha potuto iniziare l’avventura con noi perché lavorava e ci ha raggiunti il sabato mattina.
I bambini erano davvero emozionati all’idea di prendere due treni, io piuttosto spaventata.
Il primo era un regionale: direzione Milano Centrale. Nulla di eccezionale, a parte, “ma quando prendiamo il Freccia Rossa?”, così ogni 5 minuti per tutto il viaggio.
Finalmente siamo arrivati alla stazione di Milano e dopo aver fatto colazione in un baretto e aver compr
Dopo quasi 3 ore giungiamo nella Città Eterna. Prendiamo un taxi, subito fuori la stazione Termini, che ci porta nel nostro appartamento dietro il Colosseo.
Saliti in casa i bambini provano tutti i letti, fanno un giretto sul piccolo balconcino, utilizzano il bagno e dopo aver lavato mani e faccia siamo andati alla scoperta della città: la nostra avventura inizia ufficialmente alle ore 16.
Partiamo dal Colosseo, guardandolo da fuori, perché per entrare ancora c’è tempo a 5 e 3 anni non capirebbero sino in fondo la bellezza del monumento. Dopo averlo circumnavigato percorriamo tutta la via dei fori imperiali. “Mamma stanno costruendo delle case qui?” “ No Asia, hanno appena scoperto i pavimenti di una casa che era stata costruita tantissimi anni fa. Hanno scavato e l’hanno trovata sotto terra.” “Wow, ma ora chi ci abita?” “Nessuno, le persone che stavano lì hanno cambiato casa” risponde Leonardo.
Lungo i fori imperiali facciamo conoscenza con la statua di Giulio Cesare e con un gabbiano che ha attirato subito l’attenzione dei piccoli. A Roma ci sono tantissimi gabbiani, diversi “Genio di Aladino”, i Signori senza Testa, il Quartetto Jazz e il finto Papa e arriviamo davanti l’imponente Altare della Patria.
“Chi è l’Uomo sul cavallo?” “Vittorio Emanuele II, che è stato un re d’Italia.” “ Mamma guarda che belle fontane” “ Eh già Leonardo sono grandissime”. Peccato che abbiamo il passeggino, perché abbiamo potuto dare solo un’occhiatina dal basso. Ritorneremo tra qualche anno per guardare più da vicino.
Da Piazza Venezia, percorrendo l’inizio di via del Corso ed entrando nelle stradine di destra siamo arrivati in Piazza di Trevi dove abbiamo mangiato un buon gelato. A qualche centinaia di metri dalla fontana c’è il palazzo del Quirinale ma dalla parte in cui eravamo noi c’erano le scale per arrivare nella piazza, e abbiamo rimandato la visita.
Il pomeriggio è ancora lungo. E ritornando sulla via del Corso siamo spuntati in Piazza Colonna dove anche qui c’è una fontana. Le fontane romane sono quelle che hanno colpito maggiormente le mie pulci, erano increduli da quante ne hanno viste, e di tutte le misure e forme. E poi una fontana dentro l’altra, giochi d’acqua che fanno a gare con i fuochi d’artificio per quanto siano belli.
Lasciando Palazzo Chigi a destra siamo arrivati a Montecitorio “Bambini qui ci sono delle persone che scrivono le leggi per noi.” “Le leggi?” “Si, le regole. Quelle per attraversare la strada, per mettere il casco in bicicletta, per andare a scuola. Le regole come quelle che abbiamo a casa, solo che a casa le scelgono mamma e papà e a volte le scegliete anche voi.” “Mamma ma anche io un giorno potrò entrare lì dentro per fare le leggi?” “Si anche tu un giorno, ma devi studiare tanto” “ Si tanto io sono Leonardo come Da Vinci, quindi sono bravissimo”.
Prima di arrivare al Pantheon, annusando le viuzze di Roma, perdendomi tra l’arte Italiana scorgiamo un negozio di magia che da fuori sembrava molto quello dove Harry Potter ha comprato la sua bacchetta magica: Eclectica. Siamo entrati e l’atmosfera era magica, in fondo, dietro la penombra del bancone ci accoglie un ragazzo alto e con una folta barba che con aria un po’ suggestiva ha catturato subito l’attenzione dei maghetti che già si credevano Harry ed Hermione, e gli dicevano parole “magiche” per attirare loro la sua compiacenza, lui con una vera mossa da mago tira fuori una bacchetta e gli mostra qualche gioco di prestigio e loro rimangono stupefatti. Dopo il nostro quarto d’ora di pausa si ricomincia il cammino.
Arriviamo davanti alla piazza del Pantheon e assistiamo a uno spettacolino di Capoeira tenuto da un gruppetto di ragazzi brasiliani, peccato che siamo arrivati che era alla fine. Approfitto che non ci sia coda per entrare al Pantheon e guardare la sua immensa architettura e il suo oculo che fa penetrare i raggi solari illuminando ancora parte dell’interno.
Una volta usciti ci fermiamo ad accarezzare i cavalli delle carrozze parcheggiate davanti al pronao del Pantheon, perché i momenti più belli per i bambini sono questi: “è stato bellissimo incontrare dei cavalli vicino a quella fontana, dove c’erano i morti” mi ricorda Leonardo prima di addormentarsi.
E il nostro primo tour di 12 ore si conclude davanti piazza Navona e le sue fontane zampillanti d’acqua che con questo caldo ci tentano dal buttarci dentro. Prendiamo un taxi e andiamo a cena.
Il mattino seguente è arrivato anche il papà e con tutte le valigie decidiamo di prendere un bus a due piani che ci permette di goderci lo spettacolo senza stancarci troppo. Dopo aver passeggiato dal Colosseo a Piazza Venezia saliamo su uno di quei bus verdi a due piani. Unica discesa: Castel Sant’Angelo. Dobbiamo andare a suonare il campanello di Papa Francesco. Passiamo così la mattinata in Piazza San Pietro. Quando è già passata l’ora di pranzo e riprendiamo il nostro bus per andare in piazza Barberini ad ammirare un’altra fontana: quella del Bernini. Il tempo di mangiare un boccone e salutiamo Roma in direzione della Stazione. Si parte il matrimonio ci aspetta.
Torneremo di nuovo e presto perché ora tutte le volte che vediamo il TG i bimbi si ricordano i posti che hanno visitato e chiedono di tornare di nuovo a vedere il Colosseo, i cavalli e le fontane.
12+12 ore a Roma con i bimbi si possono fare e c’è pure da divertirsi.




Complimenti, un bell’articolo, lo dico da romano che ama la sua città: con poche parole le è riuscito questo acquerello, cosa non facile. Sa un po’ di tema in classe, ma non importa. L’ho goduto fino in fondo. Ho apprezzato anche il tono ironico con cui ha trattato taluni argomenti. Ha fatto bene a non entrare con i piccoli all’interno del Colosseo: questo monumento, più che bello, è “impressive” come dicono in inglese. In realtà, ha qualcosa di impressionante, come anche il Pantheon, ma per motivi diversi. Non manchi la prossima volta di ammirare gli obelischi della città e visitare San Luigi dei Francesi (tre Caravaggio) e la Galleria Borghese, ma l’elenco sarebbe infinito. Peccato per il degrado che stiamo vivendo ormai da anni. Me ne vergogno, ma apprezzo il fatto che non l’abbia fatto notare. Buon fine estate.
Marco Giovannini