Primo giorno di scuola materna: è capitato anche a me!
Benvenuti nel fantastico e interminabile mondo dell’inserimento.
Nella nostra scuola materna dura circa 20 giorni. I primi tre con la mamma o il papà e si sta in classe per circa 1 ora ( il primo giorno con mamma, il secondo e il terzo i primi 30 minuti con mamma e il resto da soli), per me è più il trambusto di prepararci per uscire di casa che altro. Gli altri 15 stanno a scuola per qualche ora, sino al pranzo. Ora siamo nella fase pranzo che durerà per una decina di giorni. Poi finalmente avverrà il miracolo della nanna.
Per fortuna che sapevo di questo programma, studiato per andare incontro alle esigenze dei genitori, e ho potuto tenere qualche giorno di ferie e permesso per quest’avvenimento.
Poi ci sono le mamme meno fortunate, come alcune mie amiche, che hanno saputo le regole del gioco due giorni prima. Regole poi non molto chiare: mamma e bambino insieme, per quanto vuole la mamma e a discrezione del genitore. E la mensa sarà attiva da ottobre.
Ragazze vi giuro che non so se ridere o piangere.
Il vero problema è che si deve lavorare, lo so fanno tenerezza lasciarli lì dopo un’estate intera con noi. E poi diciamocelo la scuola materna o meglio la scuola dell’infanzia, segna il primo passaggio nel mondo dei grandi, la prima entrata in società, ecco perché il primo giorno siamo tutti intenti a scattare fotografie.
Prima foto con il grembiule, e selfie con mamma e papà da mandare a tutti i conoscenti, parenti, amici e nemici. Poi la foto davanti casa, davanti scuola, davanti al banco, io puntualmente me le dimentico. Scatto una foto all’ultimo momento, che viene sempre malissimo. Spero che i miei figli mi perdonino per questo.
Ma non può durare così a lungo l’inserimento, soprattutto quando si lavora.
Ed è per questo che a quest’ora mi trovo a scrivere seduta sul divano in perfette condizioni di salute!
Vorrei concludere con una riflessione, a volte siamo più noi genitori ad avere bisogno dell’inserimento che loro. Siamo noi quelli paurosi e insicuri dei nostri bimbi, e trasmettiamo tant’ansia. Lasciamoli crescere anche se questo vuol dire staccarsi un po’ da noi. Aiutiamoli quando cadono ricordando che poi la ferita passa, la pelle si rimargina, e soprattutto che siamo caduti anche noi, non facciamo per tutto una tragedia.
